Tuesday, May 15, 2012

Prostitute, Marx e Polanyi


Quando ha puntato il dito contro il capitalismo e la rivoluzione industriale, Marx si sbagliava su una cosa. L’alienazione non era poi questa grande novita’. Prodromi di quanto sarebbe successo con lo spostamento della manodopera dall'agricoltura di sussistenza all'industria si potevano già' vedere da millenni, semplicemente osservando quello che e' da molti considerato il lavoro piu' antico del mondo, ovvero la compravendita di prestazioni sessuali. 

Tralasciando ora tutti le considerazioni sociali e politiche sulla prostituzione, analizziamo il fenomeno da punto di vista economico: l'uomo/la donna che si prostituisce  produce un'interazione tra venditore e compratore e quindi genera una sorta di mercato nel quale sono offerte prestazioni come penetrazione, sesso orale e via dicendo, che non sono prodotti dalla persona, ma esistevano ex ante. Per meglio dire, il corpo non e’ il creato dal lavoro di una persona, e’ una risorsa che esiste in natura, come l’acqua e la terra.

Thursday, March 29, 2012

Il ritorno alle emozioni


Beh, Gran Canaria di per se' e' un'isola turistica, poi quando scegli di andare a Playa del Ingles in un bungalow con piscina attaccato al centro commerciale con tutte le attrazioni possibili e immaginabili (prostitute incluse), diciamo che non stai facendo proprio del turismo alternativo. Ma volendo del sole a Marzo e magari anche della gente con cui fare un po' di casino, e disponendo di un budget limitato questo era il posto più' esotico che la Ryanair ci offriva.

Dopo due giorni di mare e sole, ci si lancia in una seratona con tanto di sbornia al Pacha, divertimento preconfezionato per turisti Nord europei repressi, si va a letto alle sei, ci si alza dal mal di testa alle undici e si decide di andare a visitare Las Palmas, la capitale dell'isola. Casermoni degni di un passato sovietico alla nostra sinistra, petroliere e porto industriale sulla destra. L'accoglienza, dobbiamo riconoscere, non e' delle migliori. Ma proseguiamo fino a La Isleta, un promontorio verso Nord. 

Monday, January 30, 2012

Perche' non ti fai una vita? (why don't you get a life?)


La decadenza. Si, sto parlando come un vecchio. Un vecchio che inevitabilmente parla bene dei bei tempi andati, dove tutto funzionava e quello che non funzionava era fatto apposta perche' tu imparassi ad arrangiarti nella vita e tirarti su le maniche. E la speranza.

E' incredibile: stamattina stavo intervistando un certo Andrew Feinstein e mi ha riportato un episodio. Un giorno, parlando un po' in giro di corruzione e traffico d'armi, stava raccontando il giro di mazzette, raccomandazioni e favoritismi in un villaggio sperso nel Sud Africa che, per rispetto della privacy degli abitanti del paesello chiameremo con un nome fittizio, Pear. Succede che a un certo punto si alza una signora dalla terza fila e gli grida: 'Why don't you get a life?', ovvero 'Perche' non ti fai una vita?'. 

Monday, January 16, 2012

Forma, sostanza, Londra e tette rifatte

Si, chi non muore si rivede. O meglio si rilegge. Il blog non e' morto, solo che la dedizione richiestami durante il primo semestre di questa nuova esperienza universitaria in quel di Londra mi ha tagliato lo spazio che di tanto in tanto utilizzavo per mettere su carta qualche mia riflessione. Al di la' di cio', sono all'inizio della seconda e più' dura parte di questa avventura educativa e mi sento più' tranquillo perché' ho trovato la mia dimensione.

Entravo in biblioteca dieci minuti fa con il mio Macbook Pro - giusto per evidenziare che sono parte del sistema come tutti gli altri, e ammiravo ancora una volta la magnificenza di questo posto. Sei piani, un migliaio di computer e tra i quattro e cinque milioni di libri. L'ultima volta che c'ho portato un'amica a vederla stava svenendo mentre ripeteva "you have to be kidding me".

Saturday, July 30, 2011

Spontaneita' e inadeguatezza: Dogtooth e Artur Barrio

Avvertire il senso di inadeugatezza ci fa reprimere istinti e pulsioni che potrebbero risultare inadatte alla situazione che stiamo vivendo. Tanto si che pare che in giro molta gente abbia appena rifatto le pastiglie dei freni inibitori. 
Non scherziamo. Anzi facciamolo. Ci manca, e molto. Se non si scherza e non si ride, ci sara' un motivo.

La schedina e' gia' pronta, i numeri gia' decisi. E' sufficiente giocare due euro e i risultati si vedranno a breve. Perche' rischiare e tentare di cambiarla? Perche' non lasciare tutto invariato? Non ne varrebbe la pena: giochiamo senza metterci in gioco, rischiamo con il culo parato, aspettiamo siano gli altri a fare la propria mossa. Anche a costo di rimanere chiusi nella propria bolla di verita' cosi' rosa e zuccherosa da sembrare una big bubble.

E cosi', in questo movimento centripeto la cerchia di amici si restringe sempre piu', le proprie convinzioni si arricchiscono di altre dosi di certezza e conoscere una persona nuova puo' risultare pericoloso oltre che socialmente scomodo. Rovinerebbe equilibri che hanno richiesto anni e anni di assestamento.

Monday, June 20, 2011

Lembrança de Portugal, o Pessoa

Chi mi conosce sa in che stati pietosi versa il mio desktop: oggi vi ho trovato queste righe per caso e stavo proprio pensando a Lisboa, Rua da Padaria, Ale, Laura, Edwil e tanti altri... lembrança de Portugal.

"...dopo cinque giorni senza riuscire a deglutire le due mele che mi si erano bloccate in gola, cinque giorni di sogni molesti imputabili all'alterazione che non si registrava dall'epoca della varicella, cinque giorni di coccole di Laura, forças di Ale e tea al gelsomino di Edwil e' arrivato il grande momento: pulito, cambiato i calzini, passata di deodorante, pronto per l'impatto tremendo con un mondo esterno che per 5 giorni era stato sostiutito da film con le pistole - come li chiamerebbe Tommaso - e serie settima e ottava dei Griffin.

E ti senti a casa appena vai a prendere un caffe' da Fernandinho... Fernandinho e' il nome del bar che e' gestito dal signor Adriano, fatto alquanto strano, ma vabbe', pare una metafora creata per descrivere il Portogallo.

Wednesday, May 4, 2011

Morte per Osama, osanna per Obama!

Le riviste pulp in uscita questa settimana non si concentreranno solo sullo sposalizio storico avvenuto la scorsa settimana a Westmister: questo, a mio modesto avviso, e' l'unico vantaggio della morte di Osama Bin Laden. I rotocalchi, infatti, avranno il loro bel da fare nel raccogliere i pettegolezzi di una famiglia come quella dello Sceicco che vanta cinquantadue fratelli - se dovessero interessarsi anche degli zii, dei cuigini e dei nipoti mi sa che ci scappa il supplemento speciale.

Nel frattempo, come ci si poteva aspettare, la notizia si e' meritata titoli a caratteri cubitali sulle prime pagine di tutti i giornali americani e della fedele Europa. Rot in hell!, marcisci all'inferno, Butcher of 9/11 is dead, il macellaio dell'undici settembre e' morto e, Justice has been done, giustizia e' fatta, alcuni dei piu' eclatanti.