Thursday, April 7, 2011

Il Capitalismo vince sulla Democrazia

Oggi 7 aprile e' stato rinvenuto nella periferia di Budapest il corpo senza vita del Governo socialista portoghese. La data del decesso si aggira attorno al 23 marzo, ma le cause sono ancora da appurare. Leggendo le ricostruzioni dell'Interpol e della polizia locale emerge un fatto curioso: precedentemente a quello che dopo le prime rivelazioni risulta essere un omicidio, secondo cio' che riportano i verbali, la vittima si sarebbe tirata giu' i pantaloni lasciandosi seviziare ripetutamente da vari individui, indicativamente tre. Non sarebbero pero' stati i soli presenti allo scempio: dalle orme rilevate nel fango sembra che altre sedici persone avrebbero assistito a quello spettacolo infame, ma, per circostanze ignote, queste non si sarebbero mai avvicinate alla vittima. I dati della scentifica, ancora incerti dati l'avanzato stato di putrefazione del corpo, rivelano che i dna dei tre violentatori apparterrebbero ai noti criminali internazionali i cui nomi in codice sono S&P's, Moody's e Fitch.

Tuesday, March 29, 2011

Perdere un volo

Perdere un volo. Perdere un volo deve essere seccante. Si decisamente seccante, hai i tuoi piani pronti, qualcuno che ti aspetta, un altro mezzo da prendere, molte ore di viaggio e non vorresti certo avere alcun intoppo. Magari stai tornando a casa dagli Stati Uniti, pochi giorni prima di Natale, e’ tanto che non vedi la famiglia e non ci starebbe proprio un volo ritardato che ti fa perdere la coincidenza. Magari stai andando a presentare il progetto vincente davanti ad una giuria internazionale a Londra e la tua assenza verrebbe interpretata come un ritiro dalla competizione. Magari hai gia’ pagato il corso in un atelier parigino e, a causa di qualche nube tossica di non ben precisata origine, ti salta il volo: quattro giorni di ritardo senza poter fare altrimenti.

Ma quando ti chiama un amico e senti che gioisce perche’ gli hanno cancellato il volo con partenza da Lisbona alle tre pomeridiane di un martedi’ di primavera, ti viene da pensare che perdere un volo non dev’essere poi cosi’ tanto male. Probabilmente glielo ritarderanno solo un paio d’ore, lui perdera’ pure l’autobus che lo avrebbe portato a casa, ma non gli importa, potete vedervi una volta in piu’ e questo e’ abbastanza.

Thursday, February 3, 2011

Lisboa

Outra vez te revejo,
cidade da minha infância pavorosamente perdida...
Cidade triste e alegre, outra vez sonho aqui...
Eu? Mas sou eu o mesmo que aqui vivi, e aqui voltei,
E aqui tornei a voltar, e a voltar.
E aqui de novo tornei a voltar?

Ou somos todos os Eu que estive aqui ou estiveram,
Uma série de contra-entes ligadas por um fio-memória,
Uma série de sonhos de mim de alguém fora de mim?

Álvaro de Campos


Di nuovo ti rivedo, / città della mia infanzia paurosamente perduta... / Città triste e allegra, dove sogno ancora una volta... / Io? Ma sono lo stesso che qui vissi e qui tornai, / e vi continuai a tornare e a tornare, / e di nuovo a tornare e a tornare? // Oppure siamo noi tutti gli Io che qui abitai o abitarono, / una serie di perle-enti legate da un filo-memoria, / una serie di sogni fatti da qualcuno fuori di me?

Sunday, December 12, 2010

Carnevale

Mi trascino in cucina, occhi socchiusi da felino in pensione. Ruggisco rantoli monosillabici senza alcuna traccia di saluto ai compagni che incontro, mi verrebbe da strozzarli uno ad uno per quei piccoli particolari fastidiosi e irritanti che li caratterizzano. Non lo faccio non per filantropia, ma semplicemente perche’ i muscoli non rispondono.

Non sono diventato una bestia, mi sono solo appena svegliato. Con la luna storta e un po’ di mal di testa, per di piu’. Forse quell’ultima margarita ieri sera e’ stata di troppo.
Non e’ stata la sveglia a destarmi, ma il rumore delle stoviglie utilizzate per la colazione. Porca puttana, non ho messo la sveglia ieri sera, quindi mi sono svegliato piu’ tardi, dovro’ fare i preparativi piu’ in fretta per la giornata di lavoro che mi aspetta. Odio essere di fretta. Specialmente la mattina quando per realizzare di essere al mondo mi ci vuole una mezzora passata a sorseggiare del buon caffe’. Porca puttana due, qui negli States il caffe’ fa pieta’.


Thursday, November 25, 2010

Voce di comunita'

Ne' apologia ne' diffamazione. Solo un'altra pubblica riflessione.
La permanenza in zone selvagge di questa nostra madre Terra mi fa pensare alle origini dell'umanita'. 
Colgo lo spunto dalla mia esperienza personale: i progetti di conservazione ambientale formati da al massimo una decina di persone sono quelli in cui si riscontra maggiore sinergia. Quando il numero di partecipanti si aggira sopra la quindicina e' difficile organizzare il tutto, ognuno e' portato a pensare piu' per se stesso e la cooperazione salta.


Ora, non voglio intrattenervi con un'ampollosa dissertazione sul Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini, testo del maestro Rousseau pioniere di un'antropologia ancora tutta da inventare, o su altri testi concernenti tale tema, Tonnies e company. Il mio pensiero spiccio parla di comunita'.

Friday, November 12, 2010

Vite sprecate?

Il regista sogna, ha due storie da raccontare. La sua mente scivola in un volo pindarico: vede la sala del suo cinema preferito gremita di gente in attesa dell'inizio del film.

Ogni riferimento a persone o cose e' puramente casuale. Vediamo una persona che si occupa di post produzione negli studi cinematografici di Hollywood. Vive a Los Angeles da quando e' nato, una citta' che gli ha dato tanto. Si e' fatto un sacco di amici, ha frequentato l'universita' con risultati brillanti, si e' fidanzato con una ragazza intelligente. Da quando e' entrato nel mondo di Hollywood e' stato subito apprezzato e grazie alle giuste raccomandazioni si e' procurato la chiave della porta che sbarra la strada del successo alle persone comuni. Dietro quella porta c'e' una scala che, se percorsa fino in cima, con i dovuti sacrifici, porta alla fama e alla ricchezza per il resto della vita.

Monday, November 1, 2010

Felicita' in LA

Griffith Observtory, Los Angeles. Secondo giorno in un motel di Hollywood e mi chiedo quale sia la bellezza interiore di questo posto, non molto dissimile da Las Vegas se si sostituiscono gli studi cinematografici con i casino', le stelle della walk of fame con le varie adescatrici. 
Si parla sempre di vizi ma in una maniera piu' celata.

Non c'e' felicita' nel toccare la stella di Michael Jackson, nel fotografare la scritta di Hollywood che spadroneggia su una collina, nel camminare tra lo sfarzo e il consumismo ornati da straordinarie insenge luminose. Se poi, come in questo momento, le tue carte di credito sono bloccate, la felicita' cala. Perche' qui la felicita' si paga.